Quando sei nel bel mezzo di una discussione ti capita di avere delle reazioni automatiche, di dire parole di cui poi ti penti o, al contrario di trattenere ciò che pensi. Se il tema trattato ti scalda, non riesci a controllare il tuo comportamento e non capisci l’atteggiamento di chi parla con te. Esplodi oppure ti reprimi. In entrambi i casi non riesci ad avere un confronto costruttivo e sereno. Ciò non accade perché c’è qualcosa di sbagliato in te o nell’altro, ma semplicemente perché hai bisogno di scoprire come sviluppare la tua intelligenza emotiva.
In un precedente articolo ho spiegato cos’è l’intelligenza emotiva, ma come svilupparla? È necessario allenarla così come ti alleni a fare i conti, a leggere, scrivere, fare sport ecc… .
Come farlo? Ci sono infiniti modi, oggi ne approfondiamo alcuni.
Sviluppare l’intelligenza emotiva in modo spontaneo
Il modo più semplice per imparare una nuova abilità è frequentare persone che l’hanno già implementata nella loro vita. Questo già ti toglie buona parte del lavoro perché, per natura biologica, assimili gli atteggiamenti di chi frequenti (soprattutto quando ti piacciono) e ti ritrovi a metterli in atto a tua volta senza neanche sapere come li hai imparati perché il processo di trasmissione avviene per osmosi. Hai presente quando ti dicono che per imparare bene l’inglese devi andare in Inghilterra? Stessa cosa!
Per sviluppare la tua intelligenza emotiva dunque circondati di chi già la manifesta nell’esperienza di tutti i giorni.
Come riconoscere una persona emotivamente intelligente?
Chiediti:
- con chi mi trovo a mio agio?
- con chi mi fa piacere parlare?
- chi mi chiede spesso come sto?
- con chi mi sento ascoltata e compresa?
- con chi non mi sento giudicata?
- chi mi parla in modo chiaro?
- chi mi dice quando una cosa di me gli da fastidio?
- chi esprime i suoi sentimenti e ne parla?
Tali persone, anche se magari non lo sanno, hanno una spiccata intelligenza emotiva e se passi il tempo con loro impari ad assorbire le caratteristiche che ti piacciono.
Due libri sull’intelligenza emotiva
Se i meccanismi legati all’intelligenza emotiva ti incuriosiscono e vuoi saperne di più, ti consiglio la lettura di testi che trattano l’argomento così come faresti per approfondire qualsiasi altra materia.
Ecco quali ti consiglio:
“Le parole sono finestre oppure muri” di Marshall B. Rosemberg.
L’ho letto più di una volta e posso garantirti che è una miniera preziosa di strumenti concreti che ti aiutano, passo dopo passo, a dialogare in armonia. Da quando l’ho scoperto è raro che mi trovi incastrata in una discussione senza capire come ci sono arrivata e come uscirne. Immagina il testo come una valigia piena di mappe, bussole e torce che ti permettono di illuminare il cammino e trovare la strada della comprensione di te stessa e degli altri.
Ho letto questo libro l’ultima volta tre anni fa eppure i suoi insegnamenti mi aiutano tutt’ora a riappacificarmi con me stessa e con le persone con cui entro in contatto. Te lo consiglio se vuoi dare una svolta netta di consapevolezza al tuo modo di stare in relazione, diventare più gentile, assertivo, potente nella comunicazione e sviluppare la tua intelligenza emotiva.
“L’intelligenza emotiva” di Daniel Goleman.
Ti consiglio la sua lettura se hai spiccata motivazione e interesse per il tema perché si tratta di un testo completo e dettagliato in cui l’autore, in circa cinquecento pagine, ti spiega con chiarezza che cos’è l’intelligenza emotiva, come la nostra specie l’ha sviluppata nel corso dell’evoluzione, quali sono le matrici biologiche e sociali che la animano. Racconta quali sono i rischi dell’analfabetismo emozionale e come se ne può uscire.
Se decidi di avventurarti nella lettura di questi testi, ti consiglio di farlo con il tuo ritmo perché si tratta di informazioni che hanno bisogno di tempo per essere processate. Ciò che ti trasmetteranno può rivoluzionare la tua vita ed è una bella notizia perché il livello della tua intelligenza emotiva determina il successo o il fallimento nelle sfere più importanti della tua vita.
Giochi ed esercizi per sviluppare l’intelligenza emotiva
Uno degli aspetti che emerge quando inizi ad approfondire il tema dell’intelligenza emotiva è quello del linguaggio non verbale e di tutte quelle parti della comunicazione che non hanno a che fare con le parole bensì con il corpo. Quando entri in contatto con un’informazione, un avvenimento o una persona, ancor prima che tu sviluppi delle opinioni a riguardo, il tuo corpo inizia a produrre delle reazioni. Tali sensazioni sono diverse in base all’emozione che stai vivendo e dunque sei impari ad ascoltarle e decodificarle hai la possibilità di capire quali meccanismi si stanno muovendo dentro di te in modo automatico. Sviluppare questa sensibilità è come acquisire un super potere! L’ascolto interiore infatti sta alla base dell’intelligenza emotiva e ti aiuta a decodificare anche il linguaggio non verbale degli altri.
Ti propongo dei giochi che ho inventato per accompagnarti ad entrare in contatto con la tua naturale capacità di tradurre i segnali emotivi attraverso l’osservazione del corpo. Oltre ad essere stimolante sul momento, farlo può essere una palestra per allenare la tua sensibilità e diventare più ricettiva.
Primo gioco: Indovina come sto
Materiale: foglietti di carta, penne, musica e auricolari.
Conformazione: coppie o gruppi di tre.
Fase 1
Create delle coppie (al termine vi spiego come giocare se siete in tre). Scegliete chi nella coppia è A e chi è B. Ogni coppia prende 5 foglietti bianchi e su ognuno scrive il nome di un’emozione: gioia, paura, tristezza, disgusto, rabbia. Dopo averlo fatto piegate i bigliettini in modo che il contenuto non sia visibile.
Fase 2
A pesca un bigliettino. Legge che emozione c’è scritta dentro (senza svelarla al compagno) e pensa ad un evento in cui ha vissuto o sta vivendo quell’emozione.
B prende un foglio o una penna, si allontana da A per guardarla da lontano, si mette gli auricolari e alza il volume. Quando è sicuro di non sentire più i suoni circostanti fa un segnale ad A che imposta un timer di tre minuti e inizia e parlare dell’evento in questione.
Mentre A parla, B non la ascolta ma la osserva e prende appunti su ciò che i suoi movimenti e le sue espressioni gli trasmettono.
Allo scadere dei tre minuti A smette di parlare, B conserva il foglio su cui ha scritto e si ripete la fase 2 con i ruoli invertiti.
Se giocate in tre, uno di voi a turno racconta mentre gli altri indossano gli auricolari e prendono appunti.
Fase 3
Allo scadere del tempo ci si diede l’uno davanti all’altra e ci si legge reciprocamente ciò che si ha scritto durante la fase 1.
Chiudere il cerchio
Raccontatevi com’è stato vivere il gioco, sia rispetto a quando stavate nel ruolo del “parlante” che in quello di “osservatore”.
Quando terminate, prima di disperdervi, dedicate un momento alla chiusura del gioco. Basterà stare in silenzio per un minuto, tenervi la mano -se vi va- e al termine dire “grazie”.
Secondo gioco: Che mi succede?
Materiale: un giornale quotidiano cartaceo oppure online, foglietti bianchi e una penna a ciascuno.
Conformazione: da sola oppure in gruppo.
Fase 1
Sedetevi in cerchio o intono ad un tavolo. Una persona del gruppo (o tu stessa, se sei da sola) sceglie un articolo o un estratto che la attira nel giornale e lo legge a voce alta ai compagni che, mentre ascoltano, prestano attenzione alle sensazioni che le informazioni provocano nel corpo. Come: caldo, freddo, cambio del ritmo cardiaco o del respiro, sbadiglio, testa pesante, leggerezza, nodo allo stomaco, aumento o diminuzione dell’energia.
Fase 2
Dopo la lettura, ogni partecipante -compreso chi ha appena letto- scrive su un foglietto quali emozioni ha vissuto durante la lettura. Può scegliere tra: rabbia, gioia, tristezza, paura, disgusto, noia. Oppure può scrivere i sentimenti che gli vengono in mente.
Fase 3
Quando tutti avranno scritto, chi vuole può leggere il suo bigliettino ai compagni e raccontare come ha fatto ad identificare la sua emozione. Ad esempio: “questa notizia mi ha fatto salire la rabbia e l’ho capito perché ha iniziato a battermi il cuore più forte, ho sentito il bisogno di fare dei respiri profondi e mi si è alzata la temperatura nel corpo. Ho sentito qualcosa che mi si muoveva nella pancia e l’energia che saliva.”
Quando ha terminato passa la parola al compagno successivo finché tutti parlano.
Chiudere il cerchio
Al termine del giro, chi vuole può aggiungere altre considerazioni. In questo scambio è importante che ognuno parli di sé. Anche quando racconta come si sente rispetto all’azione di un’altra persona del gruppo, è efficace che tenga il focus sulle sue sensazioni senza esporre opinioni sul prossimo. Se il giro vi è piaciuto, potete riprendere dalla fase uno scegliendo un’altra persona che leggerà un articolo.
Quando terminate, prima di disperdervi, dedicate un momento alla chiusura del gioco. Basterà stare in silenzio per un minuto, tenervi la mano -se vi va- e al termine dirvi “grazie”.
Per concludere
Hai trovato interessanti queste attività? Hai avvertito la voglia di… metterti in gioco? Allora Punta in Altro ti sta aspettando: scrivimi per maggiori informazioni.


